Nella storia, il lavoro scientifico di molte donne è stato ignorato, sminuito o addirittura attribuito a un collega uomo, e in alcuni casi perfino al marito, invece che alle vere autrici. L’effetto Matilda è proprio una forma di denuncia verso questo fenomeno storico che ha messo in ombra le capacità e i risultati di tante scienziate.
Il termine è stato introdotto dalla storica Margaret Rossiter e dedicato a Matilda Joslyn Gage, attivista per il suffragio femminile che già nell’Ottocento denunciava queste ingiustizie. Rossiter ha confermato l’esistenza di questo meccanismo analizzando più di mille articoli scientifici pubblicati tra il 1991 e il 2005, mostrando come il contributo delle donne venisse spesso ridotto o cancellato.
Ci sono molte scienziate, spesso mogli o collaboratrici di ricercatori altrettanto famosi, che sono state vittime di questo effetto. Tra i casi più noti troviamo:
Rosalind Franklin, biofisica e chimica inglese, ha il merito di aver scoperto la struttura a doppia elica del DNA attraverso la cristallografia a raggi X. Con lei lavorava Raymond Gosling, specializzando che fece trapelare i risultati della ricerca, attribuendoli esclusivamente a sé stesso. Solo molto tempo dopo è venuto a galla che la scoperta era in realtà della Franklin, a cui, ingiustamente, non era stato assegnato il premio Nobel, vinto solo da Gosling e da Watson e Crick.
Jocelyn Bell Burnell è l’astrofisica britannica scopritrice della prima pulsar, un corpo celeste che, come suggerito dal nome, “pulsa” in maniera costante.
Ai tempi della ricerca, Jocelyn lavorava con Antony Hewish, suo relatore presso l’università che frequentava. La scoperta delle pulsar fu attribuita solo a Hewish, che vinse il premio Nobel, in quanto in quegli anni le scoperte appartenevano solo al capo di laboratorio, non agli altri ricercatori, specie se si trattava di donne.
Hedy Lamarr nacque a Vienna e, più che per le sue invenzioni, è conosciuta per la sua carriera da attrice.
Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania, Hedy, trasferitasi negli Stati Uniti e desiderosa di combattere contro il nazismo, per aiutare gli alleati sviluppò, con l’aiuto del marito compositore, un sistema di modulazione per la codifica di informazioni su frequenze radio verso un apparato che li riceveva nello stesso ordine con il quale erano state trasmesse. Si trattava di un’invenzione molto avanti per i tempi, che impediva il tracciamento dei messaggi scambiati tra gli alleati e che ha gettato le basi per il Wi-Fi e il Bluetooth.
La sua invenzione, però, fu svalutata e ignorata dalla marina militare, che le consigliò piuttosto di sfruttare la sua bellezza per vendere titoli di guerra.
Lise Meitner fu una fisica austriaca, famosa per il suo lavoro nella scoperta della fissione nucleare.
Essendo ebrea, fu perseguitata dopo l’annessione dell’Austria alla Germania, ma continuò comunque a lavorare di nascosto alle sue ricerche, insieme al marito Otto Hahn.
Scoperta la fissione nucleare, il premio Nobel venne conferito solo ad Hahn. Questa mancata assegnazione è considerata una delle più ingiuste della storia.
Mileva Marić fu una fisica serba. Fu la prima donna a studiare al Politecnico di Zurigo e scrisse molti articoli scientifici, ma è conosciuta solo come la “prima moglie di Einstein”.
Sulla vita della Marić si sa ben poco, in quanto viveva nell’ombra del marito. È ben noto che i due divorziarono perché lui la tradì con la cugina. Si pensa, però, che i due divorziarono perché Einstein rubò il lavoro della moglie, in cui lei dimostrava la celebre teoria della relatività, da sempre attribuita ad Einstein soltanto.
Sebbene non ci siano delle prove concrete, se non alcuni indizi in alcune lettere scambiate tra Einstein e altri suoi amici, la teoria secondo cui la relatività sia stata formulata da Mileva è molto creduta, anche perché i soldi vinti per il premio Nobel dal marito furono dati a lei.
Tante, troppe donne sono state vittima dell’Effetto Matilda, per cui oggi non sappiamo nulla di probabili grandi scienziate, la cui importanza è stata offuscata dai loro collaboratori uomini.
Il loro contributo è andato perduto e i loro nomi si sono dimenticati. Diverse ancora, come accade purtroppo anche oggi, non hanno avuto neppure la possibilità di iniziare una carriera scientifica o di portare avanti le proprie ricerche.
È per questo che oggi sappiamo così poco dei meriti di molte di loro: sono state derubate della loro voce.
Fiorella Mariapia Dilorenzo
Aurora Pino
Gabriele Sinatra
Martina Di Marco
Lorena Gentile
Alessia La Barbera
Valeria Calato




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